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Finchè morte non ci separi 2: risemantizzare l'accomulazione originaria

2026-04-29 17:59

Emma Avellino

Recensioni,

Finchè morte non ci separi 2: risemantizzare l'accomulazione originaria

Finché morte non ci separi 2 (Ready or Not 2), diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, è il sequel diretto di Finché morte non ci separi e s

Finché morte non ci separi 2 (Ready or Not 2), diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, è il sequel diretto di Finché morte non ci separi e si svolge subito dopo gli eventi del primo film. Il film si presenta come il classico horror divertente e brillante sulle storture del capitalismo e sul tema dell’accumulazione originaria. Le protagoniste sono Grace MacCaullay (Samara Weaving) e la sorella minore Faith (Kathryn Newton), giovani ragazze bianche della working class statunitense (rispettivamente cameriera e hostess) che separate da anni a causa di litigi passati si reincontrano in ospedale poiché la sorella era ancora il suo contatto d’emergenza. Nemmeno il tempo di portare alla luce i vecchi contrasti che le due vengono trasportate nella villa di una delle famiglie più potenti del mondo per prendere parte ad un ennesimo rito satanico che servirà a stabilire quale tra le famiglie coinvolte prenderà le redini della guida economica dell’interno globo, a causa della dipartita della famiglia Le Domas che ricopriva quel ruolo. Vincerà chi ucciderà per primo le due sorelle, costrette, dunque, a combattere impreparate contro persone armate e istruite sin da piccole per quel momento.

Evidente è il rapporto tra corpo potere e capitalismo, sottolineato anche dalla presenza di David Cronemberg, nel ruolo di patriarca di una delle famiglie coinvolte. Qui il corpo delle due giovani  è assolutamente sacrificabile arrivando ad essere merce e proprietà personale della classe dominante.

Non è una novità che il cinema horror si interroghi sulle tendenze politiche mondiali. Ciò avviene generalmente attraverso le figure di Zombie e Vampiri che solitamente rappresentano due dimensioni opposte: lo zombie è l’incarnazione del diseredato, del povero, del rifugiato mentre il vampiro si presenta come pallido aristocratico affascinante, con una forte dimensione erotica. Abbiamo dunque da una parte una massa rappresentata come vittima ignara del capitalismo e della società dei consumi (l’esalogia di Romero), dall’ altra i vampiri padroni solitari che vivono a discapito del resto della popolazione; i due “mostri” sublimano le figure rispettivamente dei subalterni e degli egemoni. Negli ultimi anni, specialmente dal 2024 con il Nosferatu di Eggers, abbiamo visto ritornare le figure prototipiche dell’horror sui grandi schemi: in modo particolare le figure di Frankenstein, di Dracula e dello zombie secondo sfumature. Purtroppo, però pochi di questi film, forse le uniche eccezioni sono The Bride! di Maggie Gyllenhaal e i due 28 anni dopo, si possono leggere in chiave politica. Finché morte non ci separi 2 si caratterizza come una critica feroce ed esplicita alla modernità e soprattutto alla classe dominante, cercando di intentare una spiegazione dell’accumulazione originaria da parte di chi controlla e governa il sistema mondo globale. I registi e autori del film riprendono un argomento morale relativo alla ricchezza che oggi sta quasi scomparendo: la natura diabolica del denaro. La visione della ricchezza “tradizionale” qui ripresa con forza, oggi in realtà sta sfumando: nell’era del capitalismo finanziario ha definitivamente prevalso una visione calvinista per cui chi ha successo economico è da considerarsi realizzato da qualsiasi punto di vista e soprattutto moralmente giusto, buono. Il film ci mostra queste due giovani ragazze che, sole, tentano di sfidare i signori del capitale globale, com’è ovvio, ad armi impari; non senza tentazioni riescono però a vincerlo, riuscendo (forse?) a costruire la possibilità di un regime mondiale più egualitario. Interessante è come tutto il mondo sia all’oscuro di questo patto con il diavolo, qui incarnato dalla figura di Mr Le Bel, rappresentando in qualche modo la scarsa coscienza politica delle classi subalterne che non riconoscendo le cause dell’accumulazione originaria (espropriazione, colonialismo, sfruttamento) difficilmente possono sconfiggerlo ; esse finiscono, inevitabilmente, anche ad aspirare a raggiungere l’apice del sistema con la falsa promessa del vangelo neoliberista per cui chiunque può far fortuna e arricchirsi. L’egemonizzazione capitalistica dell’immaginario, altro sintomo abbagliante della contemporaneità, è mostrato efficacemente nella pellicola. Quando Faith mente sulle proprie condizioni di vita millantando un lavoro da social media manager e un fidanzato che lavora nella finanza, incarna l’idea secondo cui quella economica è l’unica lente attraverso la quale può darsi qualsiasi validazione emotiva ed affettiva agli occhi dell’altro, in questo caso della sorella Grace. Finché morte non ci separi 2 intrattiene in maniera brillante e divertente con gli strumenti dell’horror e dello splatter. La pellicola ricalca le classiche strutture del cinema di genere proponendo allo stesso tempo una lettura critica del capitalismo contemporaneo con la leggerezza con cui si fuma una sigaretta, sigaretta tanto agognata da Grace per tutto l’arco narrativo.

 

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