di Arianna Alessia Armao Prepariamoci a sentire tutto quello che non vorremmo sentire. Madri appena dimesse che pianificano suicidi, madri che si dissociano dalla realtà, madri che vedono il Diavolo. Madri che immaginano infanticidi e abusi di ogni genere. Soprattutto, madri sole. Schiacciate da un gigantesco stigma quanto mai radicato nelle nostre culture patriarcali. Madri che un tempo sarebbero state impalate, impiccate, bruciate al rogo come streghe, o che dalle streghe avrebbero potuto farsi aiutare, e invece precipitano ancora oggi nei fatti di cronaca e poi nell’oblio. Il fenomeno di cui stiamo parlando è quello, accertato da abbondante evidenza scientifica, della depressione e, ancor più grave, della psicosi post-partum. Il contesto è il Regno Unito, dove perlomeno esiste qualche decina di centri specializzati nelle cure per le neo-genitrici, che possono affrontare un percorso congiunto senza separarsi dai loro neonati. Sulle ricerche in merito non ci soffermeremo, basta ascoltare attentamente le testimonianze raccolte da Sankey grazie a un percorso di autocoscienza in cui tutte le persone coinvolte –sicuramente privilegiate da una cultura e da condizioni economiche favorevoli – si sono aiutate a vicenda. Le loro esperienze sono tutte agghiaccianti, soprattutto quando vengono ricollegate alle identiche testimonianze raccolte nel corso dei secoli. Chi sono, quindi, le streghe? Storicamente – Witches si concentra sulle celebri streghe cinquecentesche – erano tutte le persone devianti e marginalizzate, non conformi alle norme delle società fortemente religiose del tempo: questo valeva anche per le madri che soffrivano di episodi psicotici e depressivi, che confessavano il loro male spontaneamente, preferendo la morte al dolore e al senso di colpa di essere prigioniere delle loro menti. Non solo, le streghe erano molto di più. Fino a quando il positivismo scientifico non ha stabilito che determinate professioni appartenevano esclusivamente agli uomini (e tralasciamo qui le considerazioni del film sulla violenza medica e in particolare ginecologica), le streghe erano le detentrici del sapere officinale, della cura dei corpi – un tempo percepiti come impuri – compresi quelli partorienti, quelli malati, quelli morenti e quelli appena nati. Diciamo pure, ampliando lo sguardo, che le streghe erano le detentrici della conoscenza e della cura della comunità. Diciamo pure, come afferma Sankey, che ci sono state portate via da secolari e sanguinarie campagne di repressione. Diciamo pure che è anche per questo che le persone gestanti, ad oggi, brancolano nel buio: isolate, depresse, impreparate, terrorizzate. Vittime di un sistema che le vuole oppresse, performanti e atomizzate, o,piuttosto, morte.
